La sfida dei No Tav: «L’opera non si farà»
— Mauro Ravarino, TORINO, 21.2.2015”Il Manifesto”
Torino. Nonostante il maltempo, in diecimila da tutta Italia sfilano nel capoluogo piemontese
L’esito
della manifestazione non era scontato. Un po’ le condizioni climatiche,
ieri a Torino faceva davvero freddo, un po’ il rischio di scoramento in
una ventennale battaglia potevano minare la partecipazione. Così non
è stato: i diecimila in corteo sono la risposta che i No Tav
non sono un gruppo di irriducibili, quattro gatti o quattro gufi in
croce. Sono e restano un movimento popolare, che non si arrende alla
decisioni che piovono dall’alto — ultima è l’approvazione del Cipe al
progetto definitivo della parte italiana della tratta transfrontaliera —
e vuole rappresentare e riunire le tante istanze contro gli sprechi
e le devastazioni ambientali nel nostro Paese. Sono arrivati sotto la
Mole comitati dalla Valle e dal resto del Piemonte, da Liguria, Lombardia,
Veneto, Emilia, Toscana e Lazio. Con un minimo comune denominatore: no
alle grandi, costose (un chilometro di Tav vale 158 milioni di euro) inutili
opere, sì a quelle piccole e utili, sì agli investimenti nella
sanità — l’ospedale di Susa è a rischio chiusura — e nella scuola.
E agli interventi per risolvere il dissesto idrogeologico.
Il corteo, partito da piazza Statuto, è stato aperto dagli amministratori
della Val di Susa, ventiquattro sindaci che in piazza Castello hanno approvato
per alzata di mano una delibera in cui si chiede di spostare su altre voci
i fondi per la Torino-Lione: per esempio, i 2,9 miliardi di euro,
destinati al tunnel di base, siano dirottati alla messa in sicurezza delle
scuole. «Invieremo questo documento a tutti i Comuni italiani»,
ha spiegato il sindaco di Susa Sandro Plano, Pd ma dissenziente. «Vorremmo
far una assemblea dei sindaci di tutta Italia in Valle per sensibilizzare
tutti gli amministratori sui veri problemi del Paese; in questo momento le
amministrazioni comunali si vedono costrette a tagliare sui servizi
essenziali o a inasprire la tassazione». I sindaci hanno inoltre
inviato una lettera al capo dello Stato Sergio Mattarella, chiedendo un
incontro.
In mezzo al serpentone, che ha sfilato sotto una pioggia gelida, le tradizionali
bandiere con il treno crociato, quelle di Rifondazione, Pdci, Cub, Fiom,
Cobas, Legambiente, i parlamentari e i consiglieri regionali
del Movimento 5 Stelle. Un trenino, con le sagome dei pm Andrea Padalino
e Antonio Rinaudo che si sono occupati delle inchieste sui No Tav, ha
chiuso il corteo con la scritta: «No Tav pericolosi terroristi? Ma non
fateci ridere». Lele Rizzo, sul palco di piazza Castello, ha parlato di giustizia
con due pesi e due misure: «Per il disastro del Vajont ci furono condanne
per dieci anni in totale, per i 48 No Tav del maxiprocesso, per
i fatti dell’estate 2011, ben 150 anni di carcere. D’altronde, noi siamo
considerati il nemico pubblico numero uno». Alberto Perino ha rilanciato:
«Noi non siamo solo ottimisti, come chiede Renzi. Noi siamo sicuri: il Tav
non si farà».
In contemporanea alla manifestazione, gli hacker di Anonymous hanno
oscurato, in sostegno ai No Tav, i siti del Cipe (Comitato interministeriale
per la programmazione economica) e del Tribunale di Torino. Polemiche,
invece, per il blocco di un treno proveniente da Milano carico di militanti,
perché, secondo quanto sostengono le Ferrovie, alcuni manifestanti erano
saliti a bordo senza pagare il biglietto. Gli attivisti milanesi sono
arrivati a manifestazione conclusa e si sono diretti alla Cavallerizza,
bene comune a rischio vendita, dove è continuata con un concerto
la protesta contro la Torino-Lione.
Infine, mentre a Chiomonte proseguono i lavori del cunicolo
esplorativo, avanza l’ipotesi che quelli futuri, e in ritardo, del tunnel
di base possano evitare Susa, e così le temute contestazioni No Tav.
Il governo valuta, infatti, una modifica per procedere in galleria passando
dallo scavo della Maddalena di Chiomonte. Una variante che potrebbe portare
ulteriori costi, circa 250 milioni di euro. Un’alternativa complicata
e non agevole.